FAQ – Domande frequenti

Tutto ciò che devi sapere su HIV e AIDS, spiegato semplice semplice.

Come si trasmette il virus HIV?

Il virus HIV si trasmette attraverso il contatto tra un fluido infettivo (sangue, sperma, secrezioni vaginali e rettali) e una superficie infettabile (una mucosa o una ferita aperta).
Esempi di situazioni a rischio sono:
– il contatto di sangue attraverso lo scambio di oggetti acuminati (siringhe o rasoi) oppure una trasfusione di sangue o emoderivati infetti;
– i rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive che non sono in terapia per l’HIV (al contrario, in caso di terapia efficace, non c’è rischio di trasmissione)
– durante la gravidanza, il parto o l’allattamento il virus può essere trasmesso dalla madre al figlio, tuttavia questo tipo di trasmissione è prevenibile tramite terapia farmacologica.

NESSUN RISCHIO con la saliva: l’HIV NON si trasmette scambiandosi baci e carezze. Nessun rischio nella condivisione di spazi comuni: NON ci si infetta usando le stesse posate, condividendo asciugamani e lenzuola o appoggiandosi sulla tazza del water. Evitare di condividere rasoi o spazzolini (le gengive possono sanguinare).

È possibile nel caso in cui ci sia un contatto della mucosa della bocca con lo sperma. In caso di ferite aperte in bocca, è sconsigliabile avere rapporti orali.

No, il preservativo protegge dal’HIV e da tantissime infezioni sessualmente trasmissibili. Per prevenire un eventuale rottura del condom, assicurati di inserirlo nel modo corretto e, soprattutto in caso di rapporto anale, usa abbondante lubrificante a base d’acqua o a base siliconica. Se fai sesso penetrativo con più persone insieme, ricordati di cambiare o far cambiare il preservativo ogni volta che si cambia partner.

Non è possibile infettarsi facendo sesso con una persona sieropositiva in terapia efficace. In ogni modo, se sul più bello si rompe il condom con un/una partner occasionale di cui non si conosce lo stato sierologico, puoi pensare alla PEP (Profilassi Post-Esposizione).

Se pensi di aver avuto un rapporto a rischio, rivolgiti subito al Pronto Soccorso. Il medico di turno valuterà se iniziare la PEP, un trattamento della durata di un mese che servirà ad ostacolare il radicamento del virus. La velocità di intervento è fondamentale per la sua riuscita: prima si inizia, più sarà efficace. È consigliabile iniziare nelle primissime ore dopo il rapporto a rischio e comunque non oltre le 48 ore.

Il test

Sì, tuttavia, se eseguito a ridosso del comportamento a rischio, il test può dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV. Ciò è dovuto al “periodo finestra”, periodo durante il quale la presenza del virus nel corpo non è rilevabile dai test. Questo periodo varia da test a test. Il test ELISA di terza generazione ha un periodo finestra di 3 mesi. Questo metodo è più utilizzato nei centri clinici ma è quello dei test salivari e di alcuni test rapidi. Il test ELISA di quarta generazione (o Combo) ha invece un periodo finestra di 45 giorni. Questo è il metodo usato normalmente dai centri clinici e dal test rapido più diffuso.
In caso di test positivo, viene svolto il Western Blot, un ulteriore test per confermare il risultato. Nei centri clinici questo test di conferma viene eseguito di default prima di consegnare il referto. Nel caso in cui il test preliminarmente positivo sia stato svolto in una associazione, riceverai tutte le istruzioni per eseguire il test di conferma in un centro clinico.

Se il test HIV è risultato negativo significa che nel sangue o nella saliva analizzata non sono stati rilevati gli anticorpi o l’antigene (p24) del virus. Attenzione: sono necessari diversi giorni dall’infezione prima che questi appaiano (vedi: Periodo finestra).

Se si ha vita sessuale attiva, è consigliabile farlo almeno una volta l’anno. In base alle proprie abitudini sessuali, può essere opportuno fare il test anche più frequentemente.
Alcuni esempi: se hai molti/e partner, se non usi sempre o non usi affatto protezioni, se fai chemsex, se sei un/a sex worker, è preferibile fare il test HIV più volte l’anno.

La legislazione italiana prevede che il test HIV effettuato presso le strutture pubbliche sia gratuito. Sebbene il costo di questo esame sia abbordabile, Testhiv.it ha scelto di promuovere solo i centri dove è possibile fare il test HIV senza pagare.
Nei casi in cui per effettuare l’esame venga richiesta l’impegnativa del medico curante, assicurati che questo inserisca il codice di esenzione del ticket “B01“: in questo modo, il test sarà gratuito.

Il test è positivo: e adesso?

Se l’esito del test HIV è POSITIVO, significa esclusivamente aver contratto il virus. Non significa essere malato o avere l’AIDS. Prima si inizia la terapia antiretrovirale, tanto più sarà possibile riportare il sistema immunitario alla condizione originale. Quindi le persone sieropositive in terapia efficace hanno una aspettativa di vita e una qualità di vita del tutto paragonabile a quelle delle persone sieronegative.

L’infezione da HIV è pressoché asintomatica tanto che si stima che 1 persona su 4 non sappia di essere sieropositiva: solo il test permette di stabilire l’avvenuta trasmissione. Il virus può restare nel corpo per anni senza che la persona infettata se ne renda conto. Più il virus si replica e più alcuni componenti delle difese immunitarie calano, diventando inefficaci nel proteggere il corpo da infezioni e malattie. Per questo motivo si sviluppano le cosiddette infezioni opportunistiche. Solo in questa fase si parla di AIDS, sindrome da immunodeficienza acquisita. Al giorno d’oggi, nel nostro Paese morire di AIDS è un evento raro: grazie alle terapie disponibili, si riesce a bloccare e controllare l’avanzamento dell’infezione del virus HIV.

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