Domande frequenti


Come sapere se sei sieropositivo o no?

Facendo il test dell’HIV, che si effettua tramite un semplice prelievo del sangue. In caso di sieropositività, il test rileva la presenza di anticorpi "anti-HIV", prodotti dall'organismo per contrastare il virus.

Il test, eseguito con la metodica ELISA, è molto migliorato negli anni per la precisione e per la velocità nel rilevare gli anticorpi dopo il presunto contagio. E’ chiamato anche test di screening in quanto, se positivo, necessita di un altro test di conferma con altra metodica.

Dire il “test dell’AIDS” è errato in quanto il test evidenzia solo se una persona è infetta da HIV e non se è malata di AIDS. L'AIDS, infatti, è la fase terminale dell'infezione da HIV.

 


Perché fare il test?
  1. L’HIV può colpire tutti: per molto tempo si è pensato che l’HIV colpisse solo alcune categorie della popolazione. Oggi, invece, sappiamo che la trasmissione del virus è legata ad alcuni comportamenti e può colpire chiunque. In particolare:

  1. Potresti essere sieropositivo/a senza essertene accorto. Se hai contratto il virus possono:

 


Quando fare il test?

Solo dopo 3 mesi dal presunto contagio è possibile avere una diagnosi certa. Questo perché gli anticorpi anti-HIV non si formano appena il virus penetra nell'organismo. Esiste il cosiddetto “periodo finestra” durante il quale non è ancora avvenuta la sieroconversione, anche se si è stati contagiati e si può contagiare gli altri.

Il test ELISA può rilevare la presenza di anticorpi “anti-HIV” entro 2-4 settimane dal presunto contagio nella maggioranza dei casi. Tuttavia, la sieroconversione dipende da molti fattori individuali. In particolare la formazione di anticorpi avviene tra 1 e 3 mesi, tuttavia è opportuno fare sempre riferimento alla valutazione del medico che prescrive l'esame o del medico del Centro diagnostico-clinico, in quanto il periodo finestra potrebbe variare a seconda della tipologia del test utilizzato.

Tempistica consigliata dal presunto contagio:

IMPORTANTE:

 


Quanto tempo ci vuole per la risposta?

Mediamente una settimana. I tempi sono un po’ lunghi ed è quindi opportuno un counselling specifico durante l’attesa, quasi sempre garantito nei reparti di malattie infettive, nei centri di cura di M.S.T. (Malattie Sessualmente Trasmissibili) o I.S.T. (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) o presso le associazioni che forniscono questo servizio: le fasi di ansia, stress, titubanze, dubbi sulla malattia, sugli esiti, sugli eventuali successivi percorsi sanitari non sono semplici da gestire da soli.

 


Se risulti positivo?

Dovrai monitorare nel tempo le proprie condizioni di salute attraverso esami specifici periodici.

I principali esami sono:

A seconda dei risultati, il medico potrà decidere se e quando è il caso di iniziare la terapia anti-HIV. Non è detto che vi sia bisogno di iniziare una terapia subito dopo un test HIV positivo.

Altri test importanti sono quelli di resistenza per sapere a quali farmaci i ceppi di HIV presenti nell'organismo sono sensibili e, quindi, servono a stabilire, nel caso fosse necessario, quale terapia adottare.

Sono numerose le evidenze scientifiche che consigliano un inizio precoce della terapia (in genere tra di 350 e 500 CD4+ o se la carica virale è maggiore di 100.000 copie per millilitro). In presenza di una complicazione correlata all’AIDS o di particolari coinfezioni, è invece raccomandato l’inizio immediato della terapia.

 


Se risulti negativo?

A seconda del proprio stile di vita, è opportuno effettuare controlli periodici per essere sicuri di mantenere questo stato sierologico.

 


Il “test HIV” riguarda tutti?

Come già detto, sì! L’HIV è, almeno in Italia, un’infezione prevalentemente a trasmissione sessuale: questo spesso comporta imbarazzo nel parlarne. Inoltre, la tendenza generalizzata è legata alla falsa convinzione che si è estranei al problema. Capire e accettare che si tratta di un problema che riguarda tutti e sottoporsi allo screening periodico di malattie a trasmissione sessuale (tra cui l’HIV) nella popolazione sessualmente attiva (eterosessuale, omosessuale, bisessuale) è un comportamento intelligente, civico e responsabile che non deve necessariamente essere stimolato dal personale sanitario, deve essere spontaneo.

E’ meglio e più efficace eseguire il test HIV piuttosto che pensare se eseguirlo o no. Una diagnosi tardiva (spesso in stato di AIDS) e/o il tabù di non parlare dell’infezione da HIV e alla cultura del ’non mi riguarda’ o ‘non riguarda quella persona’ può compromettere seriamente il sistema immunitario, rendendo più difficile la scelta terapeutica, la sua efficacia e gli eventuali effetti collaterali della terapia. Inoltre, è anche una questione di salute pubblica.

 


Quali altre ragioni “per sapere”?

 


Dove può essere eseguito il test?

 


Dov’è il virus dell’HIV?

Nei liquidi biologici (sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali o anali, latte materno) di una persona sieropositiva, che quindi ne è portatrice.

 


Come si trasmette?

Attraverso microlesioni della bocca, della vagina, dell'ano, oppure lacerazioni della pelle e di tessuti particolari (presenti nell’occhio o nella parte interna del naso) raggiungendo così il flusso sanguigno e infettando. Le donne, nelle varie fasi della gravidanza, se non adeguatamente in terapia, possono trasmettere il virus al proprio bambino. L'allattamento al seno trasmettere il virus.

 


Comportamenti pericolosi/responsabili

L'infezione si acquisisce tramite comportamenti specifici. In particolare:

La si evita attraverso comportamenti conseguenti. In generale:

Conoscere il proprio stato sierologico, fare dei controlli periodici ed intervenire, laddove necessario, con terapie mediche adeguate è un comportamento responsabile per se stessi e per gli altri.

L'HIV non si acquisisce toccando o abbracciando una persona sieropositiva, utilizzando o condividendo con lui/lei le stesse tazze, bicchieri, posate o il telefono, andando con lui/lei in luoghi come piscine o bagni pubblici, attraverso morsi di insetto. Non si trova nell'aria o negli alimenti. Attualmente è molto improbabile acquisire l'HIV attraverso trasfusioni di sangue sia negli Stati Uniti che nell'Europa occidentale a causa dei severi controlli delle autorità sanitarie.

Sono numerosi i siti web che forniscono informazioni su prevenzione e comportamenti a rischio. In particolare segnaliamo il sito www.helpaids.it e le help-line della LILA e di ANLAIDS (i numeri sono disponibili su www.lila.it e www.anlaids.org)